"Odio il silenzio, mi parla di troppe cose."

- Kurt Cobain.  (via vialemanidagliocchi)

"Siamo la società in cui se sei su un autobus e ci sono due posti, uno isolato e uno affianco ad un’altra persona, ti metti in quello da solo, con due cuffie nelle orecchie. La società in cui contano di più i "mi piace" su Facebook che le relazioni vere. La società in cui l’affetto che provi per una persona è dimostrato in base a come l’hai salvato in rubrica, o da quanti cuori mandi nei messaggi. La società in cui basta che uno sia diverso, anche solo nel più piccolo particolare, per essere attaccato e deriso. La società in cui più sei stronzo più sei figo. La società dei falsi moralisti, dei ruffiani, delle foto e delle amicizie-flash. La società che urla aiuto, ma si zittisce da sola con le proprie azioni. La società che discrimina quelli che non la pensano come te, e che poi ti ricorda che siamo tutti liberi. La società in cui se insulti sei il meglio. Quella delle bestemmie, delle false promesse, dei "ti amo" lasciati al vento. Delle ragazze con 3 kg di trucco e di quelli che ti dicono che siamo belle anche così. Di chi cerca la ragazza seria e poi va con la prima troia che passa. Che ama per gioco, per noia. La società dei messaggi da far venire il diabete, tra persone che si vomitano le peggio cattiverie alle spalle. Delle doppie facce e dei lunatici. Dell’autolesionismo e dell’alcool. Dei tredicenni che fumano e dei sedicenni che muoiono per overdose. La società che ti dice di distinguerti dalla massa, e che ha individui tutti uguali. Dove parliamo tanto e agiamo poco. Dove la gente parla per dar fiato alla bocca, e non sa. La società che tutto sommato ignora la realtà. Siamo la società più avanzata, che sta arretrando sempre di più. La società che si dispera per uno schermo del cellulare rotto, e che quando distrugge il prossimo nemmeno se ne accorge."

...
"

Da piccola vedevo sempre due ragazzi.
Una 15ina d’anni l’uno e la speranza negli occhi.
Ricordo che lui aveva sempre gli occhiali da sole,pure d’inverno.
Mentre lei aveva sempre in mano un libro e lo sguardo basso.

Erano completamente diversi.
Come il bianco e il nero.
Il giorno e la notte.
L’estate e l’invero.

Ricordo che guardavo lui dalla finestra.
Suonava sotto casa di lei e l’aspettava.
Lei scendeva,con quella aria un po’ timida e quello sguardo smarrito di una che non sa cosa fare.

Dopo qualche secondo di imbarazzo lui la prendeva e la baciava.
In quel momento si prendevano per mano.

Lui lasciava quell’aria da cattivo ragazzo.
E lei alzava lo sguardo.
E rideva,rideva tanto.

Li vedevi per la città a tenersi stretti.
E lei lo guardava come se davanti a lei ci fosse la sua vita.
E lo stringeva ancora di più, per non farlo scappare.
Li invidiavo tanto,anche se ero solo una bimba.

Arrivò l’estate.
Era un giorno come tanti.
Lui la aspettava.
Ma quel giorno non la baciò, e lei non rise.
Quel giorno lui portava gli occhiali sopra la testa.

Da quel giorno nessuno li vide più assieme.

Ogni tanto la vedo al parco,ormai è diventata una donna.
E negli occhi la speranza non c’è più.
La senti ridere,ma non come una volta.
Certe volte mi guarda.
Non so se si ricorda della bambina che la spiava dalla finestra,ma io voglio credere di si.

E mi guarda,ed è come se volesse dirmi che non ha mai smesso d’amarlo.

"

- (via brandellidiunavitapassata)

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Da piccola vedevo sempre due ragazzi.
Una 15ina d’anni l’uno e la speranza negli occhi.
Ricordo che lui aveva sempre gli occhiali da sole,pure d’inverno.
Mentre lei aveva sempre in mano un libro e lo sguardo basso.

Erano completamente diversi.
Come il bianco e il nero.
Il giorno e la notte.
L’estate e l’invero.

Ricordo che guardavo lui dalla finestra.
Suonava sotto casa di lei e l’aspettava.
Lei scendeva,con quella aria un po’ timida e quello sguardo smarrito di una che non sa cosa fare.

Dopo qualche secondo di imbarazzo lui la prendeva e la baciava.
In quel momento si prendevano per mano.

Lui lasciava quell’aria da cattivo ragazzo.
E lei alzava lo sguardo.
E rideva,rideva tanto.

Li vedevi per la città a tenersi stretti.
E lei lo guardava come se davanti a lei ci fosse la sua vita.
E lo stringeva ancora di più, per non farlo scappare.
Li invidiavo tanto,anche se ero solo una bimba.

Arrivò l’estate.
Era un giorno come tanti.
Lui la aspettava.
Ma quel giorno non la baciò, e lei non rise.
Quel giorno lui portava gli occhiali sopra la testa.

Da quel giorno nessuno li vide più assieme.

Ogni tanto la vedo al parco,ormai è diventata una donna.
E negli occhi la speranza non c’è più.
La senti ridere,ma non come una volta.
Certe volte mi guarda.
Non so se si ricorda della bambina che la spiava dalla finestra,ma io voglio credere di si.

E mi guarda,ed è come se volesse dirmi che non ha mai smesso d’amarlo.

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- (via brandellidiunavitapassata)

"Ho scene orrende in mente e tu non ne sai niente."

- Noyz Narcos.  (via nonsorridermipiutiprego)

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urlosottovoce:

no
"Ogni tanto peró potrebbe essere il telecomando a fare il primo passo. Non sempre io."

- (via sasa9due)

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"Ci sono molti modi di morire, il peggiore è rimanendo vivi"

- Mostro (via ilragazzodagliocchifreddi)